Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scatenato la guerra commerciale, annunciando l’introduzione di dazi reciproci su una vasta gamma di prodotti, colpendo in particolare l’Unione Europea, la Cina e il Giappone. “ E’ la nostra dichiarazione di indipendenza economica” annuncia il il tycoon nel Rose Garden della Casa Bianca sciorinando i dati relativi alle tariffe che entreranno in vigore dal 5 di aprile.
L’Unione Europea subirà dazi del 20%, 10% al Regno Unito, 24% al Giappone, 34% alla Cina. Al momento sono esclusi Canada e Messico, già colpiti da dazi del 25% su alcuni prodotti.
Le motivazioni dietro la politica dei dazi
L’amministrazione Trump aveva già annunciato una politica di questo tipo, che non ha risparmiato neanche i paesi amici e alleati come Italia e Giappone. Secondo Trump, i dazi sono uno strumento per ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti e proteggere le industrie nazionali dalla concorrenza estera. Il mondo “ci ha rubato per 50 anni ma non accadrà più. Questa sarà l’età dell’oro dell’America” ha detto il tycoon. Nel suo discorso, ha ribadito la necessità di contrastare quella che definisce una “competizione sleale” da parte di economie che, secondo lui, avvantaggiano le proprie imprese attraverso sussidi statali e manipolazioni valutarie.
Le nuove tariffe potrebbero colpire settori chiave come l’automotive, l’acciaio, l’elettronica e l’agroalimentare. Tra i prodotti europei nel mirino ci sarebbero auto tedesche, vino francese e formaggi italiani. Per quanto riguarda la Cina, le restrizioni potrebbero ampliarsi all’industria della tecnologia e ai semiconduttori, mentre il Giappone potrebbe vedere colpiti i suoi esportatori di automobili e prodotti hi-tech.
La reazione dell’Unione Europea
Bruxelles, sebbene sia pronta a negoziare con gli Stati Uniti, ha immediatamente condannato l’annuncio di Trump, dichiarando che risponderà con contromisure adeguate. “ Stiamo già ultimando il primo pacchetto di contromisure in risposta alle tariffe sull’acciaio e ora ci stiamo preparando per ulteriori contromisure per proteggere i nostri interessi e le nostre attività se i negoziati falliscono” dice la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen.
La risposta della Cina
Pechino ha risposto con fermezza all’introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti, definendo le politiche di Trump un tentativo di isolare l’economia cinese senza successo. Il Ministero del Commercio cinese ha annunciato:“La Cina prende atto che il 2 aprile gli Stati Uniti hanno annunciato ‘tariffe reciproche’ per tutti i partner commerciali. La Cina si oppone fermamente e adotterà risolutamente contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi”.
Gli analisti avvertono che una nuova guerra commerciale con la Cina potrebbe destabilizzare i mercati globali e rallentare la crescita economica internazionale.
La posizione del Giappone
Tokyo, storicamente alleato degli Stati Uniti, si trova in una posizione delicata. Il governo giapponese giudica i dazi “estremamente deplorevoli ma al momento non annuncia nessuna contromisura. Alcuni funzionari giapponesi hanno già avviato colloqui diplomatici con Washington per cercare di ottenere esenzioni o riduzioni delle tariffe su prodotti chiave.
Le possibili conseguenze globali
Un’escalation della guerra commerciale potrebbe avere effetti significativi sull’economia mondiale, causando un aumento dei prezzi per i consumatori, rallentamenti nella produzione e una maggiore incertezza sui mercati finanziari.
L’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ha avvertito che un ritorno massiccio al protezionismo potrebbe danneggiare gravemente il commercio globale, già provato dalle tensioni geopolitiche e dalle difficoltà economiche post-pandemia.